Monte Oman: l'ombelico!

imagePercorrendo il tratto di sentiero che idealmente rappresenta le gambe della "Signora" si raggiunge la cima del monte Oman(474 mt), posizionato sull'ombelico. Lungo il percorso, si possono vedere, con l'aiuto di una torcia, diversi tunnel scavati durante la seconda guerra mondiale e poco dopo ci si puo' tuffare nelle acque fresche delle tre cascate. In questa zona e' possibile trovare un pigmento di colore rosso luminoso molto intenso utile per la pittura. La zona del pigmento (Finlesr) e' considerata la piu' antica dell'isola, formatasi quando la "Signora Addormentata" aveva le mestruazioni. Il terreno si sarebbe cosi macchiato del colore delle sue mestruazioni, li dove convergono le sue gambe. Stando alla leggenda, l'accesso alla zona non era consentita a tutti, e venivano posti a guardia del sito persone di alto grado, che controllavano che solo esperti artigiani potessero raccogliere il pigmento. Altre fonti dichiarano che era la "Signora Addormentata" stessa a impedire l'accesso a coloro che Lei non desiderava. A quei tempi, lo speciale terreno era raccolto e poi miscelato con degli olii che ne permettevano l'impiego nella pittura per le canoe, asce e altri oggetti. Oggi pero' non c'e' piu' molta richiesta per questo pigmento. (Una nota personale: mi sono macchiata i pantaloni e naturalmente anche le mani con il pigmento. Sono riuscita a farlo andare via dalle mani ma dopo 10 lavatrici non e' ancora andato via dai pantaloni!!)

Resti archeologici

imageCi sono dozzine, se non centinaia, di rovine nascoste all'interno della jungla. Si puo' provare l'emozione di scoprire i resti delle civilta' passate camminando per ore nella lussureggiante foresta della pioggia. La tradizione orale dell'isola non comprende purtroppo molti di questi antichi siti. Non e' facile trovare informazioni storiche sull'uso e costumi degli antichi abitanti, al tempo in cui si riunivano per svolgere le cerimonie propiziatorie e offrire doni agli dei. Kosrae con la sua jungla e' il posto ideale per gli archeologi, i geologi, i biologi e tutti coloro che sono appassionati di una storia che deve ancora essere scritta.

Le rovine di Menka

imageRimaste intatte per secoli nascoste dalla jungla, le rovine di Menka erano il sacro tempio di Sinlaku, la dea della natura e dell'albero del pane. Nel 1852, Sinlaku ebbe una premonizione che sarebbero avvenuti nell'imminenza grandi cambiamenti. Temendo di essere minacciata e di non sopportare il nuovo stato di cose lascio' Kosrae. Il giorno seguente, i primi missionari della congregazione sbarcarono a Kosrae. In base alla legenda, Sinlaku ora vive in Yap ma c'e' la diffusa convinzione fra i nativi che Lei viva ancora fra le rovine di Menka.

imagePer questo motivo , i visitatori, quando si apprestano a visitare il sito sacro, sono esortati a donare ghirlande di foglie profumate di cannella, per entrare nelle grazie della dea Sinlaku.

imagePer arrivare alle rovine, bisogna seguire alcune stradicciole lungo il fiume costruite in epoche passate; con i muretti di recinzione ancora in buono stato si ripercorrono i passi compiuti da innumerevoli generazioni di nativi. Nel passato la gente usava vari passaggi per arrivare al sito: sentieri che tagliavano nell'entroterra o attraversavano zone oggi ricoperte dall'acqua ma non all'epoca grazie a sistemi di drenaggio e deviazione delle acque. Probabilmente gli antichi si riunivano qui una volta all'anno per offrire i doni, sebbene i sacerdoti visitassero il sito con piu' frequenza, riunendosi per conferenze private attorno a uno spiazzo con sette larghe pietre erette usate come schienali.

imageIl posto e' bello, semioscurato per buona parte dalla giungla, situato in una larga zona bonificata, con un centinaio o piu' di rovine distribuite su entrambe le sponde del fiume molto vicine l' una all' altra. Diverse piante medicinali hanno preso dimora grazie alla bonifica.imageSe ci si sofferma, a poco a poco sembra arrivare da lontano l'eco del battito delle pietre sulle radici della pianta del kava o come un sussurro i canti lontani....

Il sacro Seka (anche detto Sakau), e' una blanda bevanda narcotica estratta dalla radice di una pianta locale e consumata, probabilmente come parte del rituale di adorazione al dio. E' ancora possibile osservare le pietre appiattite dal logorio dove la radice del seka veniva pestata per estrarne il succo e volendo, provare!

Le rovine di Lelu

imageApprossimandosi dintorno l'isola di Lelu sembra vedersi solo un villaggio sonnacchioso. Un visitatore non bene informato non potrebbe mai immaginare che dietro un primo apparire di case, negozi e alberi del pane e' nascosto uno dei piu' importanti siti archeologici di tutte le isole del Pacifico .

image Immensi muri di corallo e basalto sono depositati sopra i resti dei canali, templi e tombe dei re della citta reale.

imageUna volta in mezzo a queste impressionanti mura, ci si trova in un' antica, nascosta citta, proprio quel che ci si aspetta di trovare camminando per ore nella folta giungla per raggiungerla. Queste mura ci riportano indietro nel tempo di 500 anni, dove ancora si sente la presenza inquietante di Togusra che difende il suo regno.

Nella giungla

La parte interna di Kosrae e' allo stato primitivo, una vera foresta pluviale dei tropici con sorprendenti piccoli interventi dell'uomo. Molte valli e canali sono stati aperti dai fiumi che sono navigabili fino al mare.

imageLe sommita' montuose dell'isola sono relativemente alte, pittosto aguzze, ricoperte dalla fitta foresta e incoronate da vegetazione in miniatura o piante nane che nascono solo a Kosrae. Nella parte alta delle montagne, fra i grandi alberi, ci sono le piante piu' antiche, the tree ferns and Bryophytes. image’s Nest Ferns and hanging orchids receive their sustenance from the moist rich air. Mosses and lichens lie heavily on tree trunks, on rocks and underfoot. Maiali selvatici vivono fra le montagne insieme a molte specie di uccelli.

imageIn gran parte della foresta pluviale, i raggi del sole non riescono a toccare il suolo, cosi' la vita delle piante piu' in basso dipende dalla luce riflessa per fotosintesi.

Scendendo a livello del mare, gli alberi maestosi della foresta si mescolano a piante originarie o introdotte dall’uomo, come cocco, alberi del panefrutta, banana, banyans gigante, bamboo, canegrass, canna da zucchero, taros, lime, aranceti e mandarini, pandanus, tapioca, yams, hibiscus, papaya, e kapok. Biologi, ornitologi o semplici viaggiatori ecologici ameranno l’interno di Kosrae con il suo habitat immacolato, ideale per numerose specie di uccelli e piante in via di estinzione.

imageMelukluk è comunemente chiamata Bird’s Nest Fern (Felce Nido di Uccelli) proprio per la sua forma. I kosraiani usano le foglie più verdi per trattare problemi di stomaco. Queste possono essere mangiate direttamente oppure pestate per estrarne il succo alcolico.